5: Case Story Italia: CESIEIn questa sezione potrete seguire il processo di Design Thinking per un caso di Community Work per il programma di "Servizio Civile" del CESIE, nella città di Palermo.
Qui potete osservare quali metodi sono stati scelti dai facilitatori del nostro partner CESIE per condurre il processo di Design Thinking e a quali problemi hanno provato a trovare una soluzione.
I giovani in Italia hanno la possibilità di iscriversi al programma di "Servizio Civile" in cui possono candidarsi per progetti sociali portati avanti dalle OSC nel paese, assumendo il ruolo di volontari a lungo termine, ricevendo un assegno mensile. Non importa la dimensione di queste organizzazioni, il contributo del programma di "Servizio Civile" è enorme sia per coloro che intraprendono l'esperienza, sia per l'organizzazione stessa, in quanto prevede la possibilità di arricchire e intensificare gli interventi che vengono proposti, con rinnovata energia e motivazione. Spesso questi lavoratori della comunità si trovano in situazioni in cui vi è mancanza di formazione o dove la direzione non permette loro di vivere un'esperienza soddisfacente a causa delle difficoltà intrinseche del lavoro sociale.
È in questo contesto che il CESIE ha deciso di intervenire e creare uno spazio di dialogo e di problem solving tra i volontari che hanno partecipato a due progetti di "Servizio Civile" nella città di Palermo.
Il primo workshop ha riguardato l'identificazione di quale dovrebbe essere la sfida su cui lavorare, dal momento che il gruppo di volontari afferma che "ci sono molte cose che dovrebbero essere migliorate". Al fine di facilitare il processo, è stata proposta un'attività di conoscenza in cui ai partecipanti è stato chiesto di presentarsi agli altri attraverso ciò che considerano le loro "identità di base". Successivamente, sono stati creati tre tavoli con tre gruppi in cui i partecipanti si scambiavano e riflettevano su una domanda specifica, cambiando tavolo ogni 10 minuti.
Le domande sono state le seguenti:
Ai partecipanti è stato chiesto di esprimere i loro pensieri attraverso parole chiave su note adesive. Dopo che i gruppi sono passati da tutti i tavoli, le lavagne che sono state utilizzate sono state apposte sul muro, chiedendo ai partecipanti di votare le parole chiave/argomenti che secondo loro fosse importante affrontare durante il processo di Design Thinking. Questo ha condotto alla selezione di tre argomenti, che sono successivamente stati trasformati in due diverse sfide, alle quali ogni gruppo avrebbe lavorato successivamente.
I tre gruppi sono andati avanti nel processo di Comprensione con l'uso del metodo dell'Analisi Semantica, dove hanno cercato di capire in modo più concreto quali sono le esigenze specifiche per le tre sfide che sono state scelte dai team. I team hanno utilizzato un metodo di brainstorming silenzioso per fare un'autoriflessione che ha poi portato a una comprensione più profonda dei bisogni e delle visioni riguardanti gli argomenti specifici.
Andando avanti, i gruppi hanno approfondito la fase di osservazione, dove il facilitatore ha chiesto ai gruppi, con l'uso di un metodo di brainstorming (Silent Brainstorming) di pensare alle domande che avrebbero posto ai loro utenti al fine di ottenere una migliore visione del contesto delle sfide. Ogni squadra ha creato una serie di domande che avrebbero poi diretto ai loro potenziali utenti, esaminate prima dal facilitatore e poi tra i gruppi attraverso una sessione di convidisione.
A causa della mancanza di tempo, le squadre hanno presentato due interviste per gruppo (con membri dell'organizzazione o altri operatori giovanili con cui erano in contatto). Durante questa fase, i membri del team hanno assunto ruoli interscambiabili (quello dell'intervistatore, dell'osservatore e del notaio). Questa divisione è stata proposta per dare spazio a tutti i membri dei gruppi per esercitarsi nelle diverse posizioni e poi dare feedback agli altri.
Durante la fase di Sintesi, che su tutte e tre le sfide ha richiesto la maggior parte del tempo, i gruppi hanno attraversato i passaggi con molta energia di modo da mettere insieme i risultati che la fase precedente ha aiutato a far venire fuori. Hanno iniziato con lo "spacchettamento", passando attraverso le note e le registrazioni che avevano messo insieme, riassumnedo tutte le informazioni opportune su note adesive sui muri.
Hanno raggruppato le informazioni basandosi su chi avevano incontrato, quali erano i loro bisogni insoddisfatti, punti deboli, contraddizioni, valori e credenze. Ecco come sono arrivati alla creazione di tre personaggi, un esempio può essere visto qui sotto:
Nel passaggio successivo, i gruppi hanno espresso le formulazioni del problema relative alle persona, riportandole come punti di vista (POV):
Con queste enunciazioni del problema di diversi personaggi che rappresentano le esperienze del gruppo, i gruppi si sono mossi verso la fase successiva.
La fase di ideazione è stata la più piacevole per i gruppi in quanto hanno approfondito la conversazione attraverso l'uso di una varietà di tecniche di brainstorming ("Brainstorming patata calda", "Brainstorming negativo", "Brainstorming supereroe" ecc.) che i gruppi citati hanno considerato molto utili per stimolare e rompere le barriere della loro immaginazione. Questo è stato fatto rimodellando le enunciazioni del problema in domande "Come potremmo...?".
L'uso delle tecniche di brainstorming proposte dal facilitatore ha supportato il processo e le due squadre hanno anche "rubato" idee l'una dall'altra andando in giro per lo spazio e dando un'occhiata a quali idee erano già state raccolte. Sono andati avanti con un raggruppamento di idee nelle pareti per capire quali erano le direzioni che la maggior parte di loro stava prendendo e hanno successivamente continuato con la selezione delle più importanti votando le note adesive con le idee più appropriate. I gruppi hanno poi analizzato la fattibilità e l'impatto delle idee utilizzando la metodologia "Idea Grid" (che hanno preso dalla piattaforma d.thinking) per analizzare come le loro idee potessero rispondere alle esigenze degli utenti.
Successivamente è stata utilizzata la metodologia di voto, in cui a ciascun membro del gruppo è stato chiesto di votare le idee che ritenevano le migliori per procedere. Non appena formulate le due idee per squadra, si sono divisi in due sottogruppi e hanno iniziato a utilizzare la metodologia del "Dashboard Idea"(una tecnica che hanno preso dalla piattaforma d.thinking) per ciascuna di esse al fine di approfondire ogni idea e successivamente mentre la presentavano al resto del gruppo, è stato chiesto loro di decidere collettivamente quale fosse la "scelta migliore" per l'utente per cui stavano lavorando e con quale preferirebbero muoversi nella fase successiva. A questo punto i gruppi hanno preso una decisione collettiva, basandosi su alcuni round di discussione.
Il primo gruppo ha deciso di procedere con l'idea di organizzare un job-shadowing mensile della durata di un giorno, che circoli su tante posizioni lavorative diverse all'interno dello stesso spazio, consentendone lo scambio.
Il secondo gruppo ha deciso di procedere con l'idea di sessioni mensili con un facilitatore esterno con l'uso di giochi psico-sociali per stimolare il movimento nello spazio e la conversazione, fornendo un ciclo di scambio di feedback tra i membri di diverse sezioni dell'organizzazione, coinvolgendo il capogruppo e altri membri dell'organizzazione.
Spostandosi alla fase di Prototipazione, i gruppi hanno utilizzato l'Idea Dashboard per presentare le idee che hanno sviluppato. I gruppi si sono suddivisi i vari ruoli e hanno messo in pratica i vari scenari da loro creati durante le sessioni, così da spiegare come le loro idee potrebbero funzionare. Hanno anche prodotto i materiali necessari a supportare le loro creazioni.
Dopo aver preparato tutti i materiali necessari, i due gruppi si sono presi il tempo di presentare i loro prototipi, discutendo quali erano i risultati e decidendo di presentare i test ai membri di una delle organizzazioni per cui lavorano.
Al fine di presentare la fase di test, i due team hanno deciso di incontrarsi nuovamente nei locali di una delle organizzazioni per cui stavano lavorando e hanno presentato i risultati al resto del team che non aveva preso parte al processo.
I due team hanno presentato il processo che li ha portati alla definizione della sfida, approfondendo le ragioni alla base della creazione del prototipi che potrebbero rispondere alle esigenze emerse. Dopo aver presentato i prototipi attraverso un gioco di ruolo, i partecipanti sono stati invitati a dare il loro feedback, nominando quali parti secondo loro potrebbero funzionare e quali no, quali informazioni i due gruppi hanno preso in considerazione per la valutazione dei loro prototipi.
La comprensione generale da parte di tutti i membri partecipanti (sia nel processo che nel test) ha mostrato l'importanza di entrare in processi che consantono la ricerca di soluzioni e possibili risposte alle esigenze che gli utenti dei servizi potrebbero avere, nello spazio in cui possono vedersi come potenziali utenti, come lavoratori della comunità.
Questo è il primo dei due casi studi nella categoria "Community Work".
Puoi continuare verso il secondo caso studi riguardo il Kleefeld Team in Germania, proseguendo alla prossima sezione.
Puoi anche tornare indietro e rivedere i casi studio all'interno delle categorie:
Oppure, puoi approfondire alcune dei metodi menzionati in questo caso nella sezione "Brainstorms e Energizer"
Divertiti!
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